Cos’è l’assegno di vedovanza?
L’assegno di vedovanza è un’integrazione economica riconosciuta ai titolari di pensione di reversibilità che si trovano in condizioni di invalidità totale o che hanno diritto all’accompagnamento. Questa misura di sostegno è rivolta a vedovi e vedove con gravi difficoltà economiche e viene erogata dall’INPS.
Introdotto per tutelare economicamente i superstiti invalidi, l’assegno di vedovanza può essere cumulato con la pensione di reversibilità.
A chi spetta l’assegno
L’assegno di vedovanza è destinato a:
- vedovi o vedove titolari di pensione di reversibilità;
- con un’invalidità riconosciuta del 100% o essere titolari dell’indennità di accompagnamento;
- in difficoltà economiche, con redditi entro i limiti stabiliti dall’INPS.
Sono esclusi da questo beneficio i veloci e le vedovi di lavoratori autonomi iscritti alla gestione Inps come artigiani, mezzadri, coloni e commercianti.
Come fare domanda
Per ottenere l’assegno di vedovanza, il richiedente deve seguire questi passaggi:
Verifica dei requisiti: controllare il grado di invalidità e la titolarità della pensione di reversibilità.
Raccolta della documentazione:
- certificato medico che attesti l’invalidità;
- ultima dichiarazione dei redditi per dimostrare la situazione economica;
- modulo INPS specifico per la richiesta;
- certificato di morte del coniuge, per calcolare la decorrenza dello stato di vedovanza;
- documento di identità e codice fiscale.
Presentazione della domanda
- Online tramite il portale INPS con SPID, CIE o CNS.
- Presso un CAF o Patronato, che offre assistenza gratuita.
- Chiamando il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa o 06 164 164 da cellulare).
Attesa dell’esito: l’INPS risponde entro 90 giorni dalla presentazione della domanda.
Importo dell’assegno di vedovanza
L’assegno di vedovanza viene calcolato in base alla pensione di reversibilità e all’invalidità del richiedente.
L’importo può variare ogni anno in base alla rivalutazione INPS e si attesta attualmente intorno a 53 euro euro mensili. Tale cifra viene erogata in aggiunta alla pensione di reversibilità e può essere richiesta anche per gli arretrati degli ultimi 5 anni, se in passato non è mai stata avanzata questa richiesta.
Giurisprudenza rilevante
La Cassazione è stata la prima a riconoscere l’assegno di vedovanza e a fornire importanti chiarimenti sulla sua spettanza.
Cassazione n. 7668/1996: ha aperto la strada al riconoscimento dell’assegno di vedovanza. In coniuge inabile al lavoro rientra infatti tra i possibili destinatari dell’assegno nucleo familiare anche in assenza di contitolari della reversibilità. La Cassazione con questa pronuncia ha infatti sancito che l’assegno per il nucleo familiare, regolato dall’art. 2 del D.L. 69/1988 (convertito in L. 153/1988), è un sostegno economico destinato alle famiglie in condizioni di bisogno. L’importo varia in base al numero di componenti, al reddito e alla presenza di soggetti con disabilità o difficoltà permanenti che impediscano lo svolgimento di un lavoro produttivo. Secondo il comma 8 dello stesso articolo, l’assegno spetta anche al coniuge superstite titolare di pensione per i superstiti, se affetto da un’infermità che ne comprometta in modo assoluto e permanente la capacità lavorativa.
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