Università telematiche: cosa prevede il decreto Università telematiche: il decreto prevede lezioni live, esami in presenza, più docenti e regole chiare per una didattica di qualità

Università telematiche: didattica a distanza rafforzata

Le Università telematiche cambiano volto. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha introdotto significative modifiche alla regolamentazione della didattica a distanza. L’obiettivo del provvedimento è di garantire una formazione equa e di alta qualità.

Il nuovo decreto pone le basi per un sistema educativo più strutturato e regolamentato, equiparando le università telematiche e quelle tradizionali.

Principali novità del decreto università telematiche

Il provvedimento introduce una serie di misure per migliorare l’erogazione della didattica a distanza, stabilendo nuovi standard qualitativi e garantendo maggiore trasparenza. Vediamo quali sono le innovazioni principali.

Lezioni sincrone obbligatorie

Almeno il 20% delle lezioni nei corsi a distanza deve avvenire in modalità sincrona, ossia dal vivo e non registrata. Questa misura favorisce l’interazione diretta tra studenti e docenti, rendendo l’esperienza di apprendimento più coinvolgente e vicina a quella tradizionale.

Esami in presenza

Gli esami universitari dovranno essere svolti fisicamente in aula, con deroghe limitate a casi straordinari, come emergenze temporanee o disabilità accertate. Questa decisione mira a preservare l’integrità e la credibilità delle valutazioni.

Classificazione dei corsi

Il decreto introduce una suddivisione chiara dei corsi in quattro categorie basate sulla percentuale di didattica online:

  • convenzionali: fino al 20% online;
  • misti: tra il 20% e il 66% online;
  • prevalentemente a distanza: oltre il 66% online;
  • integralmente a distanza: 100% online.

Questa classificazione offre maggiore flessibilità agli studenti e assicura che i corsi mantengano standard qualitativi elevati.

Rafforzamento del rapporto studenti-docenti

Per i corsi a distanza, il decreto richiede un aumento del numero di docenti strutturati per migliorare il rapporto studenti-docenti. Ad esempio, per una laurea triennale scientifica servirà un professore ogni 150 studenti, rispetto ai 75 del precedente DM 1154/2021. Per le discipline umanistiche, il rapporto sarà di un docente ogni 200 studenti, rispetto ai 100 previsti in passato.

Obiettivi del decreto università telematiche

Il decreto vuole tutelare la qualità della formazione per tutti gli studenti, indipendentemente dalla modalità di erogazione dei corsi.  Questa iniziativa risponde anche alla crescente domanda di didattica a distanza, un bisogno accentuato durante la pandemia e ormai sempre più diffuso.

Lotta alle finte università

Un punto cruciale del decreto è la lotta contro le finte università. Il Ministero ha già presentato esposti alle procure per contrastare attività illegali, garantendo un sistema formativo trasparente e credibile. Il decreto prevede inoltre un rigoroso processo di accreditamento e valutazione, gestito dall’ANVUR, per tutte le istituzioni educative.

Impatti e tempistiche

Le nuove regole saranno applicate immediatamente alla futura offerta formativa, da presentare entro il 13 dicembre. Per i corsi già avviati, l’adeguamento sarà completato entro l’anno accademico 2024/25. Inoltre, è previsto un successivo decreto che specificherà ulteriormente le modalità di attivazione dei corsi di laurea nelle diverse classi.

Una visione per il futuro

Anna Maria Bernini ha sottolineato l’importanza di questa riforma per garantire un sistema educativo moderno e inclusivo. Con misure innovative e un focus sulla qualità, il Decreto Università Telematiche segna un passo fondamentale per l’evoluzione della didattica a distanza in Italia. Studenti e docenti potranno beneficiare di un sistema più equilibrato, trasparente e capace di rispondere alle sfide educative del futuro.

 

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aiga

Riforma laurea giurisprudenza: le proposte di Aiga L'Associazione dei Giovani Avvocati ha presentato al ministero dell'Università le proposte di riforma del percorso universitario in giurisprudenza

Inserire come insegnamenti essenziali, nel corso di Giurisprudenza, corsi di scrittura e informatica giuridica, redazione di contratti, legal english, nonché l’insegnamento di materie che vadano sempre più incontro alla domanda dei servizi legali (IA, Privacy, Smart Contracts), con la possibilità per gli studenti di svolgere tirocini curriculari all’interno di studi legali. Queste le proposte di riforma che l’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga), guida dal presidente nazionale Carlo Foglieni, ha presentato ha presentato nei giorni scorsi al capo di gabinetto del ministro dell’Università, Marcello Panucci.

Si tratta di proposte che mirano a rendere il percorso universitario più “professionalizzante”, che guardi a un mondo del lavoro in continua evoluzione.

All’incontro, la delegazione AIGA era composta, oltre che dal presidente Foglieni, da Roberto Scotti, componente della Giunta Nazionale coordinatore della consulta praticanti, Giulia Pesce e Marco Mancini, rispettivamente coordinatori dei Dipartimenti accesso alla professione e rapporti con Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).

L’incontro, ha concluso Foglieni “segna l’inizio di un percorso di confronto e collaborazione tra AIGA e Ministero dell’Università, con l’obiettivo di modernizzare e potenziare il ciclo di studi in giurisprudenza, allineandolo alle richieste del mercato e garantendo ai futuri avvocati una preparazione più al passo con i tempi”.