Amministrativo, Il giurista risponde

Titolo edilizio per silentium Può formarsi titolo edilizio per silentium se sull’area interessata sussistano vincoli paesaggistici?

Quesito con risposta a cura di Claudia Buonsante

 

Il Consiglio di Stato evidenzia che in materia ambientale e paesaggistica non si può procedere per silenzio assenso, bensì per provvedimenti espliciti. Nessun titolo edilizio può formarsi per silentium ove sull’area interessata sussistano vincoli paesaggistici. – Cons. Stato, sez. IV, 17 maggio 2023, n. 4933.

Il Collegio ha ribadito che, la normativa nazionale in materia di distanze, art. 9 del D.M. 1444/1968, ha carattere inderogabile, in quanto norma imperativa volta a predeterminare in via generale le distanze tra costruzioni, in considerazione delle esigenze collettive connesse ai bisogni di igiene e di sicurezza. Queste prescrizioni sono considerate inderogabili, con conseguente illegittimità delle previsioni urbanistiche comunali che contrastano con esse.

È necessario ricordare che la distanza minima è peraltro imposta per qualsiasi forma di nuova costruzione da effettuarsi in tutto il territorio comunale, soggiacente, come tale, sia al regime di nuova costruzione (nuovi edifici, ampliamenti, sopraelevazioni, addizioni volumetriche, superficie) sia al regime ricostruttivo (demolizione e ricostruzione, integrale o parziale di edifici, traslazione volumi e area di sedime; modifiche di sagoma, anche a parità di volume, modifiche planivolumetriche).

Le uniche eccezioni sono gli interventi di risanamento conservativo; le ristrutturazioni di edifici situati nelle zone omogenee A (centri e nuclei storici), dove le distanze tra edifici non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti, computati senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale; i gruppi di edifici che formano oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con specifiche previsioni planovolumetriche.

Ad ogni modo, in materia ambientale e paesaggistica non si può procedere per silenzio assenso, bensì per provvedimenti espliciti, ai sensi dell’art. 20, comma 4, L. 241/1990.

Infine, l’art. 2bis del D.P.R. 380/2001 consente, nel quadro dei principi che informano la potestà legislativa concorrente delle regioni in materia di governo del territorio, la possibilità di prevedere con normazione a livello territoriale, a determinate condizioni, disposizioni derogatorie al D.M. 1444/1968.

La sentenza del Consiglio di Stato ribadisce l’importanza della tutela dell’ambiente e del paesaggio nel diritto amministrativo, sottolineando l’inderogabilità delle norme che regolano le distanze tra costruzioni e l’impossibilità di ottenere titoli edilizi per silentium in aree paesaggisticamente vincolate.

 

PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI
Conformi:    Cons. Stato, sez. IV, 7 novembre 2022, n. 9750;
Id., 19 ottobre 2021, n. 7029; Id., 23 giugno 2017, n. 3093;
Id., 8 maggio 2017, n. 2086; Id., 20 febbraio 2016, n. 856
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