Amministrativo

Decreto Salva casa: cosa prevede In vigore dal 30 maggio il decreto legge Salva casa approvato dal Consiglio dei Ministri. Ecco cosa prevede, il testo pubblicato in GU e le slide del Mit

decreto salva casa

Decreto Salva casa in vigore dal 30 maggio

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 maggio per entrare in vigore il giorno successivo, il dl-69-2024 recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica” meglio noto come “Decreto Salva Casa”. Il testo era stato approvato dal Consiglio dei ministri il 24 maggio scorso.

Lievi difformità edili e sanatoria

All’art. 1 del decreto in esame è stato previsto che “In caso di interventi realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla segnalazione certificata di inizio attività (…) il responsabile dell’abuso, o l’attuale proprietario dell’immobile, possono ottenere il permesso di costruire e presentare la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda, nonché ai requisiti prescritti dalla disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione”.

La norma prevede che il rilascio del permesso e la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria sono subordinati al pagamento di una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione degli interventi, in misura compresa tra 1.032 euro e 30.984 euro.

Tali somme, precisa il decreto, saranno utilizzate, nella misura di un terzo, per la demolizione delle opere abusive presenti sul territorio comunale, nonché “per la realizzazione di opere e di interventi di rigenerazione urbana, di riqualificazione di aree urbane degradate, di recupero e valorizzazione di immobili e spazi urbani dismessi o in via di dismissione e per iniziative economiche, sociali, culturali o di recupero ambientale”.

Quali sono le difformità che potranno essere sanate?

Le difformità che potranno essere sanate sono le seguenti:

  • le difformità edilizie interne, realizzati in assenza di formale autorizzazione;
  • le difformità che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento, ma che ad oggi non sono sanabili oggi, a causa della disciplina della “doppia conformità” ovvero della richiesta di conformità dell’immobile sia alla disciplina edilizia attualmente vigente, sia a quella esistente al momento della realizzazione dell’intervento e alla richiesta del titolo;
  • difformità di tipo formale, derivanti da incertezze interpretative della disciplina vigente rispetto alla dimostrazione dello stato legittimo dell’immobile.

Strutture amovibili realizzate durante il Covid

L’art. 2 del decreto si occupa anche di disciplinare le strutture amovibili che sono state realizzate durante l’emergenza pandemica, stabilendo che “le strutture amovibili realizzate per finalità sanitarie, assistenziali, educative durante lo stato di emergenza nazionale dichiarato in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili Covid-19 e mantenute in esercizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione possono rimanere installate in deroga”, resta comunque ferma la facoltà per il Comune territorialmente competente di richiederne in qualsiasi momento la rimozione delle strutture in questione.

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