Fisco, Fisco - Primo piano

Dazi americani: cosa comportano Dazi americani: come funzionano, da quando verranno applicati i dazi alle importazioni e gli errori di calcolo di Trump

dazi americani

Cosa sono i dazi americani

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato i dazi americani che verranno applicati nei confronti di tutti i Paesi del mondo.

Nell’annunciare le gabelle ha mostrato una tabella, in cui sono elencati tutti gli Stati che verranno colpiti dai dazi e a lato di ciascun Paese le tariffe che verranno applicate, in misura percentuale.

Vedi la “Tabella pazza” pubblicata dall’ANSA

Le tariffe entreranno in vigore dal 5 al 9 di aprile, a scaglioni.

I dazi del 10% entreranno in vigore alle ore 6.00 di sabato 5 aprile, mercoledì 9 aprile alla stessa ora invece entreranno in vigore quelli con una percentuale superiore al 10%. I dazi superiori al 10% colpiranno molti Stati, tra i quali figurano la Cina e l’Unione Europea.   

Come funzionano i dazi americani

Il criterio che viene adottato dall’amministrazione del Presidente Trump si basa su un calcolo molto semplice. In pratica gli Stati Uniti applicheranno dazi pari alla metà di quello che essi subiscono dai vari Stati.

Tanto per fare un esempio, la Cina applicherebbe agli Stati Uniti dazi doganali nella misura del 67%, mentre l’Europa, Italia compresa, applicherebbe la misura percentuale del 39%. Ebbene nei confronti di Cina ed Europa, tanto per fare un esempio, Trump applicherà dazi doganali pari alla metà ossia 39% alla Cina e il 20% all’Europa.

Gli errori di calcolo di Trump  

Il Presidente Trump applica però, nei confronti dei vari Stati, Europa compresa, stime meramente teoriche. Il suo unico obiettivo consiste in pratica nell’azzerare le perdite che gli Stati Uniti subiscono a causa dei dazi che verrebbero imposti dagli altri Paesi agli Stati Uniti. I calcoli corretti però sono ben più complessi. Quelli di Trump infatti non tengono conto di diverse variabili, come stanno evidenziando importanti economisti italiani.

Il Presidente Trump tiene conto solo del disavanzo commerciale degli Stati Uniti rispetto agli altri Paesi. Dato che risulta dal mero confronto del valore delle importazioni dei beni, senza considerare i servizi.

C’ poi la questione dell’Iva, che Trump considera erroneamente un dazio e che quindi, a suo dire, contribuirebbe anch’essa al disavanzo degli Stati Uniti.

Sul punto però occorre fare chiarezza. Un dazio infatti è un’imposta diretta che colpisce solo i beni importati in un Paese per scoraggiarne il consumo attraverso l’aumento del costo rispetto ai beni prodotti internamente al Paese stesso. In questo modo il dazio protegge l’economia interna rendendo meno appetibili i prodotti stranieri.

L’Iva, invece, è un’imposta che colpisce tutti i beni che vengono consumati all’interno di un Paese. Essa non si applica in modo diverso in base alla provenienza del bene. L’Iva infatti non persegue il fine di limitare le importazioni, non ha quindi una finalità protezionistica.

Se non si imponesse l’Iva sui prodotti americani, applicandola solo ai prodotti interni, quelli americani verrebbero privilegiati perché meno costosi. A tutto danno della nostra economia.

 

Leggi anche gli altri articoli dedicati alla materia fiscale